Vi è mai capitato di svegliarvi con un vistoso gonfiore della palpebra? Se sì, con ogni probabilità avete sviluppato un “Calazio” o “Lipogranuloma”.

Questo fastidioso problema è causato da un’infiammazione a carico delle ghiandole di Meibonio (così chiamate in onore del medico tedesco Meibom).

Queste ghiandole sono allocate nelle palpebre superiori e inferiori e sono morfologicamente e funzionalmente molto simili alle ghiandole sebacee. Ne abbiamo circa settanta esemplari per occhio, e sono deputate alla produzione della componente lipidica delle lacrime. Il loro secreto, simile al sebo anche nel nome, si chiama “Mebo“.

Il calazio, fondamentalmente, si può formare per due ragioni.

La prima è sicuramente l’aumento di densità del mebo. Questa condizione, soprattutto se si presenta di frequente, può dipendere da squilibri dietetici (dieta troppo ricca di grassi), o può essere secondaria ad altre patologie (per esempio: patologie tiroidee, stipsi, ipercolesterolemia, malattie infiammatorie intestinali, acne, dermatite seborroica, rosacea).

La seconda ragione plausibile di insorgenza di un calazio, invece, risiede in un problema di natura igienica ed è imputabile essenzialmente a una inefficiente detersione. In questo caso, sul banco degli imputati c’è il make-up. L’utilizzo di prodotti troppo persistenti o con effetto occlusivo, portati per molte ore al giorno può “tappare” i dotti ghiandolari causandone l’infiammazione.

Il trucco per gli occhi, spesso waterproof per garantire lunga durata, è piuttosto difficile da asportare con i detergenti. Diventa pertanto essenziale prestare particolare attenzione alla pulizia di questa zona, che deve essere fatta tassativamente prima di coricarsi: i prodotti migliori, che garantiscono migliori performance sia in materia di tollerabilità che in termini di efficacia di pulizia, sono le acque micellari e i liquidi bifasici. Questi cosmetici, infatti, legano e portano via efficacemente sia le molecole idrofile che quelle idrofobe, garantendo un démaquillage più completo.

Spesso, i calazi compaiono anche in età pediatrica. Nel bambino la causa di insorgenza più comune risiede nella stipsi. Se il problema si presenta di frequente, occorre correggere la dieta con l’introduzione di fibre, incentivare le attività motorie che aumentano, di riflesso, l’attività peristaltica ed elimitare i Junk Food.

Come si cura un calazio?

Va detto, che nella metà dei casi, il gonfiore si risolve spontaneamente nel giro di un paio di settimane. Se la cosa non dovesse accadere, o se il disturbo si presenta in modo molto fastidioso/doloroso, si interviene con una pomata oftalmica cortisonica.

In casi un po’ più seri, qualora il calazio dovesse evolvere in una cisti, il medico provvederà con una piccola incisione a liberare il dotto o ad asportare la ghiandola ostruita. Un secondo approccio terapeutico, sempre e rigorosamente da effettuare presso uno specialista, consiste nell’iniettare cortisone nella lesione.

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