In una società che invecchia, la presbiopia è un problema che ha un’incidenza enorme sulla vita quotidiana di molte persone.

Oggi, si rimedia a questo fastidioso disturbo visivo legato all’invecchiamento attraverso l’uso di apposite lenti, oppure mediante approcci di tipo chirurgico. Recenti studi, invece, aprono la strada a un approccio non invasivo: la correzione “chimica”.

Ma facciamo un passo indietro e chiariamo cosa significa PRESBIOPIA:

La presbiopia è un disturbo visivo legato alla senescenza di alcune parti dell’occhio.

Col progredire dell’età anagrafica si verifica un progressivo irrigidimento della struttura del cristallino.

Risultato immagini per CRISTALLINO

l cristallino, lente naturale del nostro occhio, non riesce così più ad allungare efficacemente le fibrille che lo collegano al muscolo ciliare e questo si traduce in una difficoltà di messa a fuoco degli oggetti vicini.

A livello microscopico, questa perdita di flessibilità è dovuta alla formazione di ponti disolfuro tra le varie proteine che compongono i tessuti. Il principale responsabile di questo fenomeno è lo stress ossidativo.

Questo significa che, in un futuro non troppo lontano, facendo ricorso a molecole antiossidanti sarà possibile non solo prevenire i danni apportati dai radicali liberi al sistema visivo, ma anche riparare i danni.

Risultato immagini per PRESBITE

Attualmente, una grossa multinazionale farmaceutica ha puntato tutto su un antiossidante già presente nel nostro organismo e che pertanto offrirebbe ottime garanzie circa la tollerabilità della terapia: l’ACIDO ALFA LIPOICO.

L’acido alfa lipoico è un estere della colina, coenzima presente nel complesso della piruvato-deidrogenasi. Assunto in forma di pro-farmaco per via orale, l’acido lipoico viene poi attivato da alcuni processi metabolici all’interno dell’organismo del paziente. Penetrando all’interno del cristallino, riesce a ridurre i ponti disolfuro che ne provocano l’irrigidimento.

Risultato immagini per CRISTALLINO

Questo effetto, se validato dalla sperimentazione in vivo, potrebbe non solo restituire la capacità visiva agli over 50, ma anche prevenire un’altra grossa piaga dell’età senile: la cataratta.

Leave a comment