La Stevia rebaudiana è una pianta erbacea perenne, di piccole dimensioni, appartenente alla famiglia delle Composite, nativa delle montagne fra Paraguay e Brasile. Presso le popolazioni indigene, le foglie di questo organismo vegetale sono da sempre utilizzate per dolcificare il Mate.

Di recente, è diventata molto popolare per via delle sue virtù dolcificanti, sfruttate ampiamente anche dall’industria dolciaria e tali da soppiantare anche i sinora diffusissimi dolcificanti artifiali. Basti pensare che è stata inserita anche in una versione della celeberrima marca leader delle bevande a base di Cola.

Ma da quali sono le proprietà che hanno decretato il successo di questo edulcorante naturale?

Be’, il primo vantaggio consiste proprio nella suo essere completamente naturale. Al di là degli aspetti filosofici, questo pulisce il campo da una serie di incognite legate al destino metabolico dei dolcidficanti sintetici e alla loro potenziale cancerogenità a lungo termine. Gli edulcoranti sintetici, di fatto sono aminoacidi modificati. Le modifiche indotte chimicamente, determinano la palatabilità dei prodotti, ma al contempo causano alcuni problemi metabolici a breve e a lungo termine. I primi, sono piccoli disturbi dose-dipendenti e sono facilmente risolvibili sospendendo o limitando le quantità di dolcificante utilizzato; si tratta per lo più di problematiche gastro-intestinali come diarrea, meteorismo, aerofagia. Sugli effetti collaterali a lungo termine aleggia ancora il mistero, ma le perplessità ruotano intorno all’incapacità degli enzimi del nostro corpo di riconoscere ed eliminare sostanze non naturali originando scorie potenzialmente tossiche.

Un altro motivo per cui l’utilizzo della Stevia ha preso piede risiede nella duttilità in cucina e nell’industria alimentare: la stevia ha una consistenza tale da sostituire il comune zucchero nelle preparazioni dolciarie e , diversamente dai succedanei sintetici del saccarosio, può essere usata in impasti che richiedono la cottura. Le alte temperature, tra l’altro, eliminano quasi tutto il retrogusto amarognolo del prodotto.

Le molecole responsabili del potere dolcificante della stevia si chiamano Steviosidi. Una volta ingeriti, vengono processati dalla flora batterica intestinale e convertiti in un metabolita detto Steviolo, completamente privo di calorie, esattamente come i competitor di sintesi.

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